Piero Martinello e i ritratti d’impresa

Piero Martinello è un fotografo formatosi presso Fabrica, il centro internazionale di ricerca per la comunicazione di Benetton. Ha vissuto e lavorato a New York, Londra e Milano fotografando per riviste e agenzie pubblicitarie. Il suo primo libro Radicalia è stato inserito da Time Magazine nella lista dei migliori libri fotografici del 2016. Suoi lavori sono stati esposti presso il Museo di Arte Moderna di Mosca, galleria Le Dictateur (Milano), festival di Arles, Basilica Palladiana di Vicenza, Foto-Forum (Bolzano), Palau Robert (Barcellona), Espace Images (Vevey) e Campbell House Museum di Toronto.

Lo intervistiamo a Schio (VI) dove vive attualmente.

Piero raccontaci come ti sei organizzato per convincere l’imprenditore a fermarsi qualche ora per posare.
«Ho fatto la trafila con le immagini iconiche di United Colors per Benetton che ti abitua al colpo d’occhio per valutare le caratteristiche della persona da ritrarre. Ognuno di noi è potenzialmente un bellissimo soggetto, il fotografo deve intuire quale delle infinite espressioni del volto e degli atteggiamenti posturali siano quelle che riflettono la pienezza e la personalità. Poi parto per incontrarli con il mio set da trasferta e trasformo i loro luoghi abituali in un vero e proprio studio fotografico».

Se giovane ma vanti già numerose copertine di riviste internazionali al tuo attivo, la cosa che ti rende fiero?
«Sto esplorando territori complementari con il racconto per immagini e la ricerca storica iconografica. I libri per i 100 anni delle Industrie Sella e quello dedicato ad Alessandro Rossi il fondatore della Lanerossi sono significativi per quanto riguarda i miei progetti futuri: un’unione sempre più stretta tra arte e design dove la fotografia è costantemente reinterpretata arricchendosi di contenuti e simbologie».