L’iniziativa di Archivio Bianco per creare la prima grande raccolta della comunicazione italiana. E il tuo aiuto sarà fondamentale. 

Caro amico, 

partirà dal Nordest il progetto che ha l’obiettivo di raccogliere, catalogare e portare alla luce le pubblicità italiane dal dopoguerra ai giorni nostri. Un archivio che racconterà, attraverso le loro campagne, la storia e l’evoluzione delle aziende e delle agenzie che le hanno realizzate. 

Il progetto nasce grazie al fondamentale apporto di Ugo Bianco, l’”archeologo” della pubblicità che da anni ricerca, seleziona e organizza materiale pubblicitario e che ha già dato alle stampe alcuni volumi di grande interesse, che a loro volta hanno originato mostre e conferenze sul tema del valore del recupero dell’immagine storica e degli archivi aziendali.

A fianco di Ugo Bianco e del suo team, ci sono le principali Agenzie di Comunicazione della Regione Veneto che forniscono una istantanea dell’attuale composizione del mercato pubblicitario e tanti ex pubblicitari che garantiscono l’apporto di informazioni e notizie finora racchiuse negli archivi privati.

L’organizzazione la catalogazione e la gestione dell’archivio digitale sarà curata da società specializzata su piattaforma propria, avendo cura che l’acquisizione del materiale da analogico a digitale e la struttura dell’Archivio Storico della Pubblicità sia coerente e coordinato con le indicazioni ministeriali ed europee per essere prontamente messo in rete con tutte le Organizzazioni Culturali Europee specializzate nella storia del Costume e del Contemporaneo.

L’Archivio Storico della Pubblicità – si limita a presentare pagine pubblicitarie già pubblicate su riviste di massa e/o di settore;
sul punto: come rimarcato da una recente decisione del Tribunale di Roma (sentenza n. 12076 del 1.06.2015),quando le immagini si esauriscono in una semplice riproduzione documentale di un determinato evento/fatto, esse sono da considerarsi immagini/fotografie semplici, anche in quanto riprodotte, come semplice reportage all’interno di reportage/riviste.
Altra sentenza ha stabilito che (Tribunale di Roma, sentenza n° 17714) ha precisato che non è sempre necessario il preventivo consenso della persona/cosa ritrattata nel caso di utilizzo dell’immagine per finalità lucrative ove vi sia compresenza di finalità informative e culturali, nel senso che l’utilizzazione dell’immagine è lecita quando le finalità informative prevalgono su quelle commerciali.

Altre considerazioni: limitazioni all’uso

Una eccezione/limitazione all’uso del diritto d’autore che insiste sul portale web, che scaturisce dalla interpretazione estensiva dell’art. 66 LDA, è rappresentata dai limiti giustificati dallo scopo informativo, che naturalmente dipende dalla qualità e dalle modalità di realizzazione della riproduzione e/o comunicazione al pubblico

Nel caso di specie: è ragionevole sostenere che il progetto-Archivio Storico della Pubblicità, abbia scopo informativo e divulgativo, e non abbia obiettivi a carattere patrimoniale, tenuto conto sempre del bilanciamento tra lo scopo informativo e quello patrimoniale;

Altra è rappresentata da quanto stabilito all’art. 68 LDA, in cui, al 2° comma, ci si riferisce ai Musei ed archivi pubblici, ove è consentita la libertà di reprografia (riproduzione) effettuata per uso personale da parte degli utenti e comunque, mai in concorrenza con i diritti di utilizzazione economica spettati agli autori/aventi diritto, e quindi, per usi non commerciali. Nel caso di specie: è ragionevole considerare l’uso non commerciale: anche se gli sponsor presenti pagano un determinato costo, si può sostenere che il ritorno economico ha la prevalente finalità di recuperare i costi di realizzazione e di edizione.