Il rischio di perdere un Patrimonio nazionale.
La pubblicità nell 86,4% dei casi è storicamente realizzata all’esterno dell’azienda committente. Se ne sono occupati artisti, illustratori, cartellonisti, grafici, fotografi ed infine Studi e Agenzie di Pubblicità.
Le aziende, generalmente non hanno trattenuto copia delle centinaia di annunci pubblicitari commissionati, anche perché la Legge italiana sul diritto d’autore (LDA) riconosceva al committente solo il Diritto di utilizzo limitatamente al periodo concordato con l’autore. Così negli anni si sono perse le tracce di migliaia di annunci anche per ragioni anagrafiche, quando gli eredi dell’artista si sono disfatti dell’archivio perché senza valore commerciale.
L’Italia industriale ha un patrimonio storico foto-industriale e della pubblicità che forma un heritage unico al mondo. Le immagini pubblicitarie sono comprensibili a tutti, si prestano a svelare e riscoprire prodotti, aziende, marchi, mestieri e attività ora scomparsi e riguardano anche la capacità di richiamare dalla memoria i ricordi visivi in maniera indelebile
Le vecchie modalità di conservazione della documentazione visiva, analogiche, magnetiche, sono in obsolescenza e la mancanza di una programmazione a monte per raccoglierle, preservarle e catalogarle,rischiano di lasciare sguarnita l’intera comunità di un patrimonio di enorme valore che altresì sarebbe utilissimo alle generazioni future.
Non esistendo un archivio per la raccolta e salvaguardia di annunci pubblicitari abbiamo costituito Archivio Storico della Pubblicità, una struttura dedicata esclusivamente alla ricerca e recupero, restauro e conservazione delle immagini pubblicitarie e aziendali più significative del secolo scorso con le nuove tecnologie digitali.