Già il libro “Vicenza, Vicenza” da lui realizzato nella città berica nel 1977 per la Franco Muzzio editore, Toscani lasciava trasparire la sua straordinaria capacità di svelare l’essenza delle cose con una semplicità disarmante. Quello che poi ne avrebbe fatto il fotografo che tutto il mondo ha imparato a conoscere e le cui immagini sono simboli di un’era. Il fondo bianco candido e la luce. In mezzo l’oggetto o il soggetto. Tutto molto semplice in apparenza ma di una efficacia inusuale, senza termini di paragone.

Qui grazie alla dr.ssa Federica Colpo, figlia del pubblicitario Piero Colpo storico fondatore dell’agenzia Adas e prima ancora responsabile in Marzotto, esce dall’oblio del tempo questo scatto commissionato dall’Azienda Turistica cittadina nel 1973. Un tentativo in controtendenza per presentare la città del Palladio attraverso i suoi protagonisti nel quotidiano, il calciatore del Lanerossi Enzo Vendrame, il colto libraio Virgilio Scapin, il vigile urbano Dante e tanti altri, aggrappati alla statua del grande architetto, quasi a sommergerlo di abbracci di riconoscenza rendendo assai vivo e immediato il ricordo che effettivamente permea i dialoghi di questa piccola cittadina di provincia.